LA STORIA
Famiglia Lonati (da sinstra: Tiberio, Ettore,
cav.Francesco e Fausto)
Azienda (1945)
Azienda (1980)
La «storia» industriale della Lonati si inserisce nel processo di sviluppo dell'industria italiana del dopoguerra, assumendo il preciso significato di come il lavoro italiano possa, per alcuni settori, imporsi a livello mondiale in posizione di leader.
Francesco Lonati è il fondatore nel 1945 del primo nucleo produttivo, caratterizzato dalla costruzione di macchine circolari per calze da uomo e bambino. A quell'epoca le esigenze delle nascenti società di massa, con la sempre più pressante domanda di consumi, imponevano una maggiore diversificazione produttiva su basi industriali a più ampio respiro. Fu così che Francesco Lonati nel 1952 allargò notevolmente la gamma dei prodotti, iniziando la costruzione di macchine per calze da donna nel nuovo stabilimento di Brescia in Via San Polo. La nuova realtà produttiva, circa 1.000 mq. coperti e una trentina di operai, consentiva allati di corrispondere a commesse quantitativamente più rilevanti. Francesco Lonati cercò nuovi sbocchi commerciali allargando il mercato oltre i confini nazionali. Le macchine per calze da donna Lonati incontrarono un vivo successo, anche perché furono le prime in Europa ad adottare un'innovazione tecnologica fondamentale: la lavorazione a due cadute.
La nuova macchina Lonati conobbe presto l'affermazione nei paesi del MEC e in particolare nella Germania Federale, successivamente anche in Inghilterra.
L'esportazione tra il 1955 e il 1960 si allargò anche oltre l'Europa: Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Filippine, Corea del Sud, Messico, Cile, America del Sud, America dei Nord, Paesi Scandinavi. Ormai i rapporti si erano stabiliti con il mondo intiero, anche perché dal 1966 iniziò una notevole penetrazione nei paesi oltre cortina.
Dialogare col mondo imponeva un'attenta valutazione delle tendenze del mercato, un progressivo aggiornamento tecnologico, e un continuo potenziamento degli impianti industriali. Perciò nel 1969 si ampliò notevolmente lo stabilimento Lonati portando l'area a 30.000 mq., 15.000 dei quali coperti, ed elevando l'organico a 300 operai. Contemporaneamente la Lonati perfezionò la propria presenza commerciale nel mondo, attraverso la creazione di un efficiente ufficio estero, e di una capillare distribuzione di agenti e rappresentanti in ogni Paese. La dirigenza dell'Azienda venne inoltre rafforzata con l'ingresso nello staff manageriale accanto al padre Francesco, dei tre figli Ettore, Fausto e Tiberio.
La sempre presente esigenza di diversificazione, drammatizzata da una crisi congiunturale verificatasi nel settore calze da donna, spinse la Lonati nel 1968 ad entrare nel settore della costruzione delle macchine doppio cilindro per la fabbricazione di calze da uomo e bambino. Fu una scelta audace sia per la presenza di nomi di grande ed affermata tradizione nel settore sia per gli investimenti importanti necessari allo studio ed alla realizzazione di un tipo di macchina completamente nuovo. I risultati conseguiti - che hanno ampiamente premiato lo sforzo dell'Azienda - sono stati in primo luogo la realizzazione di una macchina ritenuta oggi tecnologicamente la più avanzata del settore e i successi di vendita raggiunti ne confermano la sempre più imponente affermazione nei mercati del mondo intero.
Francesco Lonati è il fondatore nel 1945 del primo nucleo produttivo, caratterizzato dalla costruzione di macchine circolari per calze da uomo e bambino. A quell'epoca le esigenze delle nascenti società di massa, con la sempre più pressante domanda di consumi, imponevano una maggiore diversificazione produttiva su basi industriali a più ampio respiro. Fu così che Francesco Lonati nel 1952 allargò notevolmente la gamma dei prodotti, iniziando la costruzione di macchine per calze da donna nel nuovo stabilimento di Brescia in Via San Polo. La nuova realtà produttiva, circa 1.000 mq. coperti e una trentina di operai, consentiva allati di corrispondere a commesse quantitativamente più rilevanti. Francesco Lonati cercò nuovi sbocchi commerciali allargando il mercato oltre i confini nazionali. Le macchine per calze da donna Lonati incontrarono un vivo successo, anche perché furono le prime in Europa ad adottare un'innovazione tecnologica fondamentale: la lavorazione a due cadute.
La nuova macchina Lonati conobbe presto l'affermazione nei paesi del MEC e in particolare nella Germania Federale, successivamente anche in Inghilterra.
L'esportazione tra il 1955 e il 1960 si allargò anche oltre l'Europa: Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Filippine, Corea del Sud, Messico, Cile, America del Sud, America dei Nord, Paesi Scandinavi. Ormai i rapporti si erano stabiliti con il mondo intiero, anche perché dal 1966 iniziò una notevole penetrazione nei paesi oltre cortina.
Dialogare col mondo imponeva un'attenta valutazione delle tendenze del mercato, un progressivo aggiornamento tecnologico, e un continuo potenziamento degli impianti industriali. Perciò nel 1969 si ampliò notevolmente lo stabilimento Lonati portando l'area a 30.000 mq., 15.000 dei quali coperti, ed elevando l'organico a 300 operai. Contemporaneamente la Lonati perfezionò la propria presenza commerciale nel mondo, attraverso la creazione di un efficiente ufficio estero, e di una capillare distribuzione di agenti e rappresentanti in ogni Paese. La dirigenza dell'Azienda venne inoltre rafforzata con l'ingresso nello staff manageriale accanto al padre Francesco, dei tre figli Ettore, Fausto e Tiberio.
La sempre presente esigenza di diversificazione, drammatizzata da una crisi congiunturale verificatasi nel settore calze da donna, spinse la Lonati nel 1968 ad entrare nel settore della costruzione delle macchine doppio cilindro per la fabbricazione di calze da uomo e bambino. Fu una scelta audace sia per la presenza di nomi di grande ed affermata tradizione nel settore sia per gli investimenti importanti necessari allo studio ed alla realizzazione di un tipo di macchina completamente nuovo. I risultati conseguiti - che hanno ampiamente premiato lo sforzo dell'Azienda - sono stati in primo luogo la realizzazione di una macchina ritenuta oggi tecnologicamente la più avanzata del settore e i successi di vendita raggiunti ne confermano la sempre più imponente affermazione nei mercati del mondo intero.






